BERLINO «È la testa che non c’ è più». Senza testa anche Yelena Isinbayeva fa cilecca come una principiante. Bolt vince, lei perde. Racconta il suo coach Petrov: «Senza testa lo sport ad alto livello diventa insopportabile. A fine gara Yelena era uno straccio». Petrov conosce i suoi allievi (Bubka, Pyrek, Gibilisco) come le sue tasche. La sua tasca prediletta a Berlino era bucata: «Tutto quello che non le è mai pesato, adesso le presenta il conto». Sul saccone Yelena si è coperta il volto con le mani: «Sarei voluta scomparire nel nulla». È un anno che non funziona più: «La vita da campionessa le sta facendo una domanda: te la senti di continuare?». Vita bella ma difficile,a tratti atroce. Formia, Aosta, Montecarlo, l’ Ucraina, sempre allenamenti, sempre più paure, riposi forzati, mangiare oculato, e quel grigiore che improvvisamente le è sceso sugli occhi nei mesi di Formia. Aveva davanti solo il mare e il castello di Gaeta: «Ma non sa cosa farsene del mare». A Formia c’ è il centro dell’ asta, struttura d’ avanguardia dove c’ è tutto tranne, se sei una ragazza sola, l’ umanità. Una torre d’ avorio in cui Yelena, soffocata dalla grandezza, ha rischiato di marcire: «A maggio stava per diventare matta. Era due persone in una. Quella che si allenava aveva energie per salire a 5 metri. Quella che gareggiava era un sacco vuoto». Parlava sempre meno, era cupa, stufa: «A volte avevo la sensazione che evitasse di guardarsi allo specchio». Non ha avuto voglia di imparare l’ italiano, a parte “grazie, buongiorno, pizza e pomodoro”. Niente amici né amiche. Cuoree testa l’ hanno abbandonata. «Dobbiamo rivedere qualcosa nei programmi», prosegue Petrov. Il potenziale sarebbe intatto: «Avete mai visto una Mercedes perdere con una Panda?». Però anche il motore di una Mercedes ha bisogno di qualcuno che l’ accenda: «No ad altri allenamenti, sarebbe dannoso. Già a Zurigo (il 28 agosto, ndr) supererà 4,90. Deve ritrovare fiducia, avrà un costo, lo ha capito a Berlino». A 27 anni lo splendore del palmarès può rivoltarsi contro: «Quando prende la rincorsa, sembra che la pista sia in salita». È dimagrita: «No, è sciupata». Non resta che una soluzione: «Restituirle il gusto del sacrificio. Mi chiedo se ne abbia voglia. Lo scoprirò presto. Intanto, sarebbe bene che invece di sorridere solo agli sponsor, tornasse a sorridere anche per se stessa». – ENRICO SISTI
[via Yelena, la verità di una crisi A Formia stava impazzendo - Repubblica.it]
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